000 02884nam a22002177a 4500
003 IT-MiCISF
005 20230323103650.0
008 230322b |||||||| |||| 00| 0 eng d
040 _cIT-MiCISF
041 _ait
100 _aBordone Matteo (et al.)
_959757
245 _aNon si può più dire niente?
_b14 punti di vista su politicamente corretto e cancel culture
260 _aTorino; Milano,
_bUtet; DeA Planeta,
_c2022
300 _app. 243
500 _asocietà, ideali, valori, rapporti-sociali, cultura, conflitto, comunicazione
520 _aProposte di legge per contrastare le discriminazioni, discussioni parlamentari sui sostantivi femminili, regolamenti aziendali che sanzionano comportamenti inappropriati, circolari scolastiche su tematiche di genere, partite sospese per cori razzisti. Da tempo i temi distinti ma incrociati di politicamente corretto e cancel culture sono all'ordine del giorno, investendo la sfera privata e quella pubblica, i litigi in famiglia o tra amici e le prese di posizione su giornali cartacei, programmi televisivi, podcast, blog, riviste online e social network. Sono temi che spopolano proprio sui social, dove macinano commenti e polemiche, creando una frattura in un certo senso politicamente inedita: nella contrapposizione tra chi nega l'esistenza della cancel culture e chi si lamenta che "non si può più dire niente" non viene per forza ricalcato il dualismo classico tra sinistra e destra, o tra progressisti e conservatori. Vediamo infatti che il licenziamento di un attore o il macero di un libro innescano discussioni infuocate anche tra persone che su molti altri temi (economici, politici, sociali) sono perfettamente d'accordo. Che cosa sta succedendo? Mentre i media cavalcano il dibattito rilanciando pseudonotizie acchiappaclick su censure a Omero o Biancaneve, la contrapposizione tra i fronti si consuma per lo più in litigate pubbliche sui social o singoli interventi lanciati online o offline come una voce nel deserto, attorno a cui si rinserrano i ranghi della rispettiva fazione. Ognuno finisce sempre così per parlare ai convertiti, senza che si costruisca un dibattito che sia anche un dialogo costruttivo. Come antidoto alla polarizzazione, in questo libro si incontrano idealmente quattordici persone che non sono affatto d'accordo tra loro, ma sono disposte a sedersi a un tavolo di confronto. Ognuna ha scelto di inquadrare il tema secondo i suoi campi di interesse, le sue esperienze e professionalità: linguistica, televisione, comicità, filosofia, storia, sociologia, teatro, pedagogia, politica e quant'altro. Così, nel cercare una
650 _asocietà
_956109
654 _asaggio
700 _aCuter E., D'Alessio F., D'Antona G., Faloppa F., Ferracchiati L., Gheno V., Guerra J., Raimo C., Rielli D., Sciuto C., Srivastava N., Tonini L., Ventura R.A.
_959758
942 _2ddc
_cBK
999 _c359645
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