000 01836nam a2200229Ia 4500
001 b4882-31864
003 IT-MiCISF
008 161014s9999||||xx |||||||||||||| ||und||
040 _aIT-MiCISF
_cIT-MiCISF
041 _ait
100 _aNovelletto Arnaldo
245 0 _aL'adolescente violento
_bRiconoscere e prevenire l'evoluzione criminale
250 _a1a ed.
260 _a Milano
_bFranco Angeli
_c2000
300 _app. 208
500 _a / violenza, adolescenza, violenza-in-famiglia, rapporti-intergenerazionali, abuso-sessuale, terapia, case-studies / Gli adolescenti di oggi, con i loro comportamenti, dimostrano la tendenza a ricorrere più spesso che in passato ad atti violenti. Ciò che conta, secondo gli AA., è che la violenza dei giovanissimi provoca meno rassegnazione rispetto a quella degli adulti, forse perché contiene la richiesta implicita di essere interpretata. La naturale carica antisociale degli adolescenti trova diverse forme di strumentalizzazione e di collusione da parte degli adulti. Forme profonde, sottili, che producono sofferenze silenziose, perché frutto di traumi che hanno attraversato le generazioni. Secondo gli AA. la fase di sviluppo chiamata adolescenza ha in sé tutte le possibilità di una svolta decisiva per il soggetto violento. Partendo dalla presentazione di una ricca casistica, gli AA. intendono dimostrare che la psicoanalisi dell'adolescenza può offrire un notevole apporto alla relazione con l'adolescente violento, alla realizzazione di specifiche strategie terapeutiche, alla programmazione di interventi preventivi più efficaci e alla formazione più aggiornata degli operatori.
650 _a Adolescenti e giovani / maltrattamenti-violenza
_e009
700 _aBiondo Daniele
700 _aMonniello Gianluigi
942 _cBK
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