01549nam a22001817a 4500003001000000005001700010008004100027020001800068040001400086100001800100245010500118260002900223300001200252500006300264520101900327650001001346654001101356IT-MiCISF20250915095513.0250915b |||||||| |||| 00| 0 eng d a9788851428723 cIT-MiCISF aMotta Stefano aIl dolore delle donne.bLa violenza di genere nella letteratura, l'educazione affettiva nella scuola aMilano, bAncora, c2024 app. 191 adonna, abuso-sessuale, abuso-coniugale, storia, educazione aOgni giorno nelle aule di scuola i nostri studenti incontrano donne maltrattate. Francesca, Petra, Griselda, Caterina, Lucia, Gertrude, Emma, Sybil, Nora, Judith, Kora: le loro storie di dolore e di sangue urlano dalle pagine dei capolavori della letteratura, se possibile ancora più feroci delle notizie di cronaca nera. Queste donne “di carta” sono corpi pulsanti, altro che “angelicate creature”, guardate e narrate perlopiù da maschi, con tutto ciò che questo comporta. Cosa può fare la scuola per contrastare gli stereotipi di genere e la violenza contro le donne? Abbiamo influencer che si chiamano Omero, Dante, Shakespeare, Manzoni, Morante, Merini, Maraini, Woolf: in tempi scomodi la scuola può avere il coraggio di leggere le loro pagine più scomode, di non ottundere i sensi della letteratura, di non smussarne gli spigoli più fastidiosi, di insegnarla e di servirsene per lo scopo principale per cui la letteratura esiste: che non è insegnare a scrivere bene, ma a vivere bene. aDonna asaggio