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    <subfield code="a">Dall&#x2019;interno del grembo del nostro concepimento, il mondo nel quale ci apprestiamo a venire alla luce &#xE8; totalmente inimmaginabile. Ci saremmo figurati, se avessimo avuto la coscienza che abbiamo ora, il mondo che si &#xE8; aperto con il primo respiro? No di certo. Eppure era l&#xEC;. Come ci siamo assuefatti all&#x2019;idea che, dopo l&#x2019;ultimo respiro, la vita di io/noi possa finire nello scarico del lavandino cosmico delle supernove e dei buchi neri?
La centralit&#xE0; moderna del soggetto ha sigillato la dignit&#xE0; di ogni singolo venire al mondo: umani si nasce. Tale conquista, per&#xF2;, non ha spostato di un millimetro la nostra resa all&#x2019;insignificanza della destinazione di questo nascere: l&#x2019;umano &#xE8; un effetto senza causa adeguata &#x2013; praticamente un miracolo &#x2013; ma la sua morte azzera tutto. Insomma, si nasce per niente. Non abbiamo il coraggio di dirlo ai figli, ma ci siamo convinti, dati scientifici alla mano, che il passaggio della nascita non si ripeter&#xE0; in nessun altro modo. Eppure, nemmeno l&#x2019;astrofisica, oggi, lo giurerebbe in tribunale. I segnali pi&#xF9; antichi dell&#x2019;ominizzazione della vita della coscienza coincidono con la ritualizzazione della morte come passaggio: come se lo sapessimo da sempre. Il cristianesimo, poi, ha introdotto la generazione e la risurrezione nell&#x2019;intimit&#xE0; dell&#x2019;essere divino, aprendovi la destinazione per un&#x2019;umanit&#xE0; imperfetta. Impensabile anche per la religione pi&#xF9; alta: eppure la fede cristiana non si muove da l&#xEC;. Credenti o non credenti, quanti siamo, abbiamo forse dilapidato l&#x2019;eredit&#xE0; migliore della nostra storia?
La nostra assuefazione al carattere incidentale e casuale del nascere e del morire ha inaugurato l&#x2019;epoca della grande anestesia dell&#x2019;iniziazione alla vita che non muore. L&#x2019;ottusit&#xE0; affettiva della nostra economia di sopravvivenza &#xE8; forse dotazione perfetta per le macchine intelligenti, di certo non per noi. Si pu&#xF2; invertire la tendenza e restituire alla vita il suo senso di iniziazione a un futuro che ne riscatta il senso e ne compie le promesse?</subfield>
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