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    <subfield code="a">A casa nostra</subfield>
    <subfield code="b">I nuovi ragazzi della famiglia Cal&#xF2;</subfield>
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    <subfield code="a">Verona</subfield>
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    <subfield code="a">&#xAB;Basta, stanno morendo tutti, non si pu&#xF2; continuare cos&#xEC;, dobbiamo fare qualcosa. Non abbiamo niente, ma possiamo aprire la nostra casa&#xBB;. E cos&#xEC; avvenne: I'8 giugno 2015, la famiglia di Antonio Cal&#xF2; e Nicoletta Ferrara si &#xE8; aperta, anzi spalancata. Oltre ai 4 figli avuti in 30 anni di matrimonio, ecco entrare nella casa di questi insegnanti trevigiani 6 nuovi figli: Ibrahim, Tidjane, Sahiou, Mohamed, Saeed, Siaka. Giovani musulmani provenienti da Gambia, Guinea-Bissau, Ghana, Costa d'Avorio, sbarcati in Italia alla ricerca di un futuro migliore di quello lasciato alle spalle: povert&#xE0;, persecuzioni e miseria in patria, violenze e torture in Libia, il rischio di un naufragio sui barconi del Mediterraneo. Il volume racconta giorno per giorno il formarsi di questa inedita famiglia: 12 persone tra cucina e soggiorno; le lingue wolof, mandingo e fula mescolate all'italiano come la pastasciutta e i cibi africani; le regole di casa: scuola e lavoro. E poi le lungaggini della burocrazia, ma anche il sostegno di tanti amici. </subfield>
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    <subfield code="z">Nicoletta Ferrara, la mamma, ci racconta giorno per giorno il formarsi di questa inedita famiglia: 12 persone tra cucina e soggiorno; le lingue wolof, mandingo e fula mescolate all&#x2019;italiano come la pastasciutta e i cibi africani; le regole di casa: scuola e lavoro. E poi le lungaggini della burocrazia, ma anche il sostegno di tanti amici. E il bene che si fa contagio intorno.  &#xAB;La nostra casa non &#xE8; pi&#xF9; nostra. &#xC8; casa per chi non ha casa&#xBB;, scrive Ferrara spiegando il perch&#xE9; di una scelta radicata in una visione cristiana delle cose. Una decisione profetica, che brilla in queste pagine intense e appassionanti.  Antonio Cal&#xF2; ha vinto il &#xAB;Premio del cittadino europeo 2018&#xBB;.</subfield>
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