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    <title>Il senso delle donne per la città</title>
    <subTitle>Curiosità, ingegno, apertura</subTitle>
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    <namePart>Granata Elena</namePart>
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    <dateIssued>2023</dateIssued>
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    <extent>pp. 186</extent>
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  <abstract>Non potendo costruire hanno scritto. Di case, di città, di quartieri in trasformazione. Tenute lontane dall’architettura si sono dedicate alla fotografia, trovando mille modi per raccontare le persone e gli spazi della città. Escluse dalla pianificazione urbanistica si sono dedicate alla scala minuta, granulare, del design dell’abitare e della vita quotidiana, progettando spazi di prossimità e di benessere. Sono state più giardiniere che progettiste, più pedagogiste che ingegnere. Quando hanno potuto hanno generato pensiero e visioni lungimiranti, presto dimenticate; hanno osservato da vicino le città – nelle loro pratiche quotidiane – con il distacco che solo chi è escluso dai giochi può avere. Le donne, in forme varie e sempre eclettiche, hanno maturato un pensiero pratico sulla città che oggi non possiamo trascurare e di cui peraltro loro stesse non sono ancora pienamente consapevoli. Oggi che dobbiamo ripensare la relazione tra spazi e vita, tra tempi quotidiani e aspettative di benessere, tra natura e città, la prospettiva da cui guardano il mondo appare cruciale.</abstract>
  <note>società, cambiamento, famiglia-urbana, donna, abitazione, ideali, valori, esperienze, lavoro, salute, consumi</note>
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    <topic>Società</topic>
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  <identifier type="isbn">9788806258283</identifier>
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