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    <title>L'adolescente violento</title>
    <subTitle>Riconoscere e prevenire l'evoluzione criminale</subTitle>
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    <namePart>Novelletto Arnaldo</namePart>
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    <namePart>Biondo Daniele</namePart>
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    <namePart>Monniello Gianluigi</namePart>
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      <placeTerm type="text">Milano</placeTerm>
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    <publisher>Franco Angeli</publisher>
    <dateIssued>2000</dateIssued>
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    <extent>pp. 208</extent>
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  <note> / violenza, adolescenza, violenza-in-famiglia, rapporti-intergenerazionali, abuso-sessuale, terapia, case-studies / Gli adolescenti di oggi, con i loro comportamenti, dimostrano la tendenza a ricorrere più spesso che in passato ad atti violenti. Ciò che conta, secondo gli AA., è che la violenza dei giovanissimi provoca meno rassegnazione rispetto a quella degli adulti, forse perché contiene la richiesta implicita di essere interpretata. La naturale carica antisociale degli adolescenti trova diverse forme di strumentalizzazione e di collusione da parte degli adulti. Forme profonde, sottili, che producono sofferenze silenziose, perché frutto di traumi che hanno attraversato le generazioni. Secondo gli AA. la fase di sviluppo chiamata adolescenza ha in sé  tutte le possibilità di una svolta decisiva per il soggetto violento. Partendo dalla presentazione di una ricca casistica, gli AA. intendono dimostrare che la psicoanalisi dell'adolescenza può offrire un notevole apporto alla relazione con l'adolescente violento, alla realizzazione di specifiche strategie terapeutiche, alla programmazione di interventi preventivi più efficaci e alla formazione più aggiornata degli operatori.</note>
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    <topic> Adolescenti e giovani / maltrattamenti-violenza</topic>
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