01735nam a2200169Ia 4500001001300000003001000013008004100023040002500064041000700089100002000096245007600116250001100192260005100203300001200254500123400266650006501500b6930-50087 IT-MiCISF161014s9999||||xx |||||||||||||| ||und|| aIT-MiCISFcIT-MiCISF ait aRankl Christine 0aCosì calmo il mio bambinobRisposte equilibrate al pianto del neonato a1a ed. a MilanobUrrac2011 [Edizione originale: 2010] app. 181 a / maternità, periodo-neonatale, rapporti-genitori-figli, comportamento / Quando i bambini piangono e urlano di continuo, i nervi vanno a pezzi. Per i genitori, infatti, ogni minuto trascorso cercando di tranquillizzare un bambino inconsolabile è stress allo stato puro. Fondamentalmente tutti i neonati piangono, anche se la maggior parte lo fa per non più di trenta minuti nell'arco delle ventiquattro ore e per motivi di fame o stanchezza. Se però i pianti e gli strilli sono più frequenti e duraturi, o apparentemente immotivati e, nonostante gli sforzi, non si riescono a calmare, i genitori entrano in una profonda crisi e avvertono una sensazione di inadeguatezza che li può far sprofondare in stati depressivi importanti. L'A. spiega le cause alla base di questo problema nei bambini da 0 a 12 mesi, chiarendo che i vari metodi più diffusi spesso si limitano a considerare un solo aspetto del problema. Per risolvere il problema del pianto invece è essenziale per il genitore valutare non solo il piano dell'azione (cosa faccio), ma anche quello della relazione (cosa trasmetto a mio figlio), calibrando la strategia che si decide di adottare nel rispetto della fase di sviluppo psicoemotivo del piccolo.  a Genitorialità e problemi educativi / genitorialitàe004