@book{210063,
	author = {Rankl Christine},
	title = {Così calmo il mio bambino},
	publisher = {Urra},
	year = {2011 [Edizione originale: 2010]},
	address = { Milano},
	edition = {1a ed.},
	note = { / maternità, periodo-neonatale, rapporti-genitori-figli, comportamento / Quando i bambini piangono e urlano di continuo, i nervi vanno a pezzi. Per i genitori, infatti, ogni minuto trascorso cercando di tranquillizzare un bambino inconsolabile è stress allo stato puro. Fondamentalmente tutti i neonati piangono, anche se la maggior parte lo fa per non più di trenta minuti nell'arco delle ventiquattro ore e per motivi di fame o stanchezza. Se però i pianti e gli strilli sono più frequenti e duraturi, o apparentemente immotivati e, nonostante gli sforzi, non si riescono a calmare, i genitori entrano in una profonda crisi e avvertono una sensazione di inadeguatezza che li può far sprofondare in stati depressivi importanti. L'A. spiega le cause alla base di questo problema nei bambini da 0 a 12 mesi, chiarendo che i vari metodi più diffusi spesso si limitano a considerare un solo aspetto del problema. Per risolvere il problema del pianto invece è essenziale per il genitore valutare non solo il piano dell'azione (cosa faccio), ma anche quello della relazione (cosa trasmetto a mio figlio), calibrando la strategia che si decide di adottare nel rispetto della fase di sviluppo psicoemotivo del piccolo. }
}
