Finis Vitae La morte cerebrale è ancora vita?
Lingua: it Dettagli di pubblicazione: Soveria Mannelli (CZ) Rubbettino 2007Edizione: 1a edDescrizione: pp. IX-481Soggetto(i):| Immagine di copertina | Tipo di copia | Biblioteca corrente | Biblioteca di appartenenza | Serie | Collocazione a scaffale | Collocazione | Dati materiali | Info sul volume | URL | Numero copia | Status | Note | Data di restituzione | Codice a barre | Prenotazioni copia | Priorità in coda prenotazioni della copia | Testi per i corsi | |
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LIBRO
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CISF - Milano | b6584-47509 (Scorri lo scaffale(Apre sotto)) | Not For Loan | Data import 15.10.2016 / by Epidotti, Vaglietti |
Armour J.A., Beckmann R., Bruskewitz F.W., Byrne P.A., De Mattei R., Evans D.W., Evers J.C., Galli Coimbra C., Hill D.J., Potts M., Seifert J., Shewmon D.A., Spaemann R., Waldstein W., Watanabe Y., Franklin Weber W., Weber R., Becchi P. / bioetica, morte, teoria, trapianti, magistero, legislazione / Nel 1968 un comitato dell'Harvard Medical School propose una ridefinizione del tradizionale concetto di morte, fondato sulla cessazione delle attività cardio-polmonari. Secondo i nuovi criteri, per l'accertamento della morte sarebbe sufficiente un riscontro strettamente neurologico: la definitiva cessazione delle funzioni del cervello. Secondo alcuni studiosi, questi criteri neurologici, fatti propri da molti legislatori occidentali, sembrano aver perduto la loro giustificazione scientifica. Nel corso degli anni, hanno fatto la loro comparsa numerose evidenze cliniche, che hanno sollevato interrogativi di natura sia medico-biologica che etico-filosofica e giuridica. Mentre la discussione su questa materia in vari Paesi è molto vivace, in Italia la questione non viene approfondita. La raccolta di studi pubblicati in questo volume intende fornire una ricostruzione di tale dibattito e suggerire una revisione del concetto di morte cerebrale.
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