Un mondo sovvertito Esperienze di lavoro in case rifugio per vittime di violenza domestica
Lingua: it Dettagli di pubblicazione: Firenze Le Lettere 2010Edizione: 1a edDescrizione: pp. 114Soggetto(i):| Immagine di copertina | Tipo di copia | Biblioteca corrente | Biblioteca di appartenenza | Serie | Collocazione a scaffale | Collocazione | Dati materiali | Info sul volume | URL | Numero copia | Status | Note | Data di restituzione | Codice a barre | Prenotazioni copia | Priorità in coda prenotazioni della copia | Testi per i corsi | |
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LIBRO
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CISF - Milano | b6641-47604 (Scorri lo scaffale(Apre sotto)) | Not For Loan | Data import 15.10.2016 / by Epidotti, Vaglietti |
/ abuso-coniugale, associazioni, esperienze, rapporti-operatori-utenti / Parlare della violenza che si consuma sulle donne e i bambini al riparo delle mura domestiche, pur essendo un argomento che ogni giorno occupa spazi sempre più ampi di notizie, significa spesso, ancora oggi, toccare un terreno scivoloso e confuso,la cui più auspicabile soluzione sembrerebbe per molti un mirabile colpo si spugna, un veloce ravvedimento che trasformasse in principe l'orco cattivo. Come se l'evento spaventoso e traumatico potesse scivolare via se minimizzato, confuso, sminuito, sbiancato. La realtà dei fatti dimostra con una precisione impietosa lo sconquasso e il sovvertimento profondo che le vittime di violenza, donne e bambini, si portano dietro spesso di generazione in generazione. Il privilegio di lavorare nelle case rifugio, a diretto contatto con loro, ha il potere di ricondurre il fenomeno della violenza a tutta la sua precisa gravità, seguendo dopo giorno dopo giorno, da un lato i danni, la perdita d'identità e lo sconcerto causati dal maltrattamento e dall'altro però anche il lento riemergere dell'ordine dopo il caos della violenza.
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