La pubblicità non è una cosa da bambini
Landi Paolo
La pubblicità non è una cosa da bambini - 1a ed. - Brescia La Scuola 2009 - pp. 95
/ società, pubblicità, infanzia, consumi / Spesso la pubblicità propone messaggi consumistici che trasformano i bambini in piccoli adulti. Come si può scardinare questo meccanismo, educando i bambini alla bellezza invece che al possesso, alla concordia invece che alla competizione? Questo libro, come una guida rapida di semplice lettura, trattando un tema di forte attualità, diviene un pretesto per parlare dei problemi dell'educazione dei bambini di oggi. Ricorda infatti l'A. che - crescendo legati ai valori materialistici - i bambini avranno maggiori probabilità di incorrere da grandi in comportamenti a rischio, soffriranno di più quanto a disturbi della personalità, deficit di attenzione, ansie da prestazione, narcisismo, spesso destinati a sfociare nei tipici comportamenti del bullismo. Alla radice è tutta questione non della pubblicità, ma della pubblicità cattiva: quella che diseducando ha responsabilità nemmeno immaginate: oggi tra i banchi delle scuole, domani nella vita.
Famiglia nella società / mass-media 006
La pubblicità non è una cosa da bambini - 1a ed. - Brescia La Scuola 2009 - pp. 95
/ società, pubblicità, infanzia, consumi / Spesso la pubblicità propone messaggi consumistici che trasformano i bambini in piccoli adulti. Come si può scardinare questo meccanismo, educando i bambini alla bellezza invece che al possesso, alla concordia invece che alla competizione? Questo libro, come una guida rapida di semplice lettura, trattando un tema di forte attualità, diviene un pretesto per parlare dei problemi dell'educazione dei bambini di oggi. Ricorda infatti l'A. che - crescendo legati ai valori materialistici - i bambini avranno maggiori probabilità di incorrere da grandi in comportamenti a rischio, soffriranno di più quanto a disturbi della personalità, deficit di attenzione, ansie da prestazione, narcisismo, spesso destinati a sfociare nei tipici comportamenti del bullismo. Alla radice è tutta questione non della pubblicità, ma della pubblicità cattiva: quella che diseducando ha responsabilità nemmeno immaginate: oggi tra i banchi delle scuole, domani nella vita.
Famiglia nella società / mass-media 006