Così calmo il mio bambino Risposte equilibrate al pianto del neonato
Lingua: it Dettagli di pubblicazione: Milano Urra 2011 [Edizione originale: 2010]Edizione: 1a edDescrizione: pp. 181Soggetto(i):| Immagine di copertina | Tipo di copia | Biblioteca corrente | Biblioteca di appartenenza | Serie | Collocazione a scaffale | Collocazione | Dati materiali | Info sul volume | URL | Numero copia | Status | Note | Data di restituzione | Codice a barre | Prenotazioni copia | Priorità in coda prenotazioni della copia | Testi per i corsi | |
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LIBRO
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CISF - Milano | b6930-50087 (Scorri lo scaffale(Apre sotto)) | Not For Loan | Data import 15.10.2016 / by Epidotti, Vaglietti |
/ maternità, periodo-neonatale, rapporti-genitori-figli, comportamento / Quando i bambini piangono e urlano di continuo, i nervi vanno a pezzi. Per i genitori, infatti, ogni minuto trascorso cercando di tranquillizzare un bambino inconsolabile è stress allo stato puro. Fondamentalmente tutti i neonati piangono, anche se la maggior parte lo fa per non più di trenta minuti nell'arco delle ventiquattro ore e per motivi di fame o stanchezza. Se però i pianti e gli strilli sono più frequenti e duraturi, o apparentemente immotivati e, nonostante gli sforzi, non si riescono a calmare, i genitori entrano in una profonda crisi e avvertono una sensazione di inadeguatezza che li può far sprofondare in stati depressivi importanti. L'A. spiega le cause alla base di questo problema nei bambini da 0 a 12 mesi, chiarendo che i vari metodi più diffusi spesso si limitano a considerare un solo aspetto del problema. Per risolvere il problema del pianto invece è essenziale per il genitore valutare non solo il piano dell'azione (cosa faccio), ma anche quello della relazione (cosa trasmetto a mio figlio), calibrando la strategia che si decide di adottare nel rispetto della fase di sviluppo psicoemotivo del piccolo.
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